Anche quest’anno BGeek ospiterà l’atteso laboratorio di ORIGAMI, un hobby che coinvolge tanti appassionati nel Paese del Sol Levante ed anche al di fuori dai suoi confini. Le lezioni di Origami in questa edizione saranno ospitate presso lo Stand di Mondo Japan e raddoppieranno di numero, per consentire a più interessati di partecipare alla realizzazione di queste piccole opere d’arte di carta. Ci sarà quindi un appuntamento nella giornata di sabato 9 ed un altro domenica 10.
A tenere la lezione sarà Mina Yoshida, insegnante madrelingua giapponese presso Momiji, centro di lingua e cultura giapponese.
Ma cosa sono gli Origami?
Con la parola Origami (折り紙) si fa riferimento all’arte di piegare la carta, in giapponese “oru” è infatti il verbo piegare, mentre “kami” è la carta. Quella giapponese non è l’unica tradizione di piegatura della carta, ne esistono anche in Cina, in Vietnam, tra gli Arabi ed in Occidente.
Si tratta di un elemento decorativo ricorrente in numerose festività giapponesi. Durante il capodanno, ad esempio, è usanza realizzare ad origami e kirigami le cartoline augurali (nengajō) e le buste di denaro per i bambini (otoshidama). Durante la festa di San Valentino, durante la quale in Giappone sono le donne a eseguire il dono rituale di cioccolatini, gli astucci per i dolci sono spesso realizzati con questa tecnica.
Simbolo tradizionale per eccellenza, emblema di eternità, longevità, purezza e buon augurio è la gru: secondo una leggenda, chiunque pieghi mille gru vedrà i desideri del proprio cuore esauditi.
L’origine degli origami giapponesi è strettamente legata alla religione shintoista. La carta aveva un valore sacro, non a caso la parola carta e la parola divinità si pronunciano entrambe allo stesso modo, ossia “kami“.
I primissimi prodotti di quest’arte erano delle semplici strisce di carta piegate in forme geometriche, che unite ad un filo o ad una bacchetta di legno servivano a delimitare gli spazi sacri.
Il periodo di affermazione degli origami in relazione allo shinto e nella cultura giapponese è riconducibile all’Era Heian, durante la quale la corte imperiale raggiunse l’apice della propria raffinatezza.
Nei secoli le modalità di piegatura si sono sviluppate ed affinate: la tecnica moderna dell’origami usa pochi tipi di piegature combinate in un’infinita varietà di modi per creare modelli anche estremamente complessi.

