Orfani Terra Tour: Intervista a Mauro Uzzeo ed Emiliano Mammucari

Orfani Terra Tour: Intervista a Mauro Uzzeo ed Emiliano Mammucari

Finalmente l’ “Orfani:Terra Tour” ha fatto tappa a Bari. Il tour ha portato gli sceneggiatori della quinta stagione della serie, Emiliano Mammucari e Mauro Uzzeo, a girare l’Italia in sei date per presentare il primo volume: Dalla Cenere, arrivando anche alla fumetteria Neverland di Corrado Cafagna. I lettori hanno risposto in maniera positiva all’evento, confermando, ancora una volta, che la realtà del fumetto a Bari è di grandissimo richiamo per molti. In occasione dell’evento,  abbiamo avuto il piacere di poter intervistare i due autori:

Cosa si prova a vedere una propria creazione che si evolve non solo su carta, ma anche nelle discussioni fra i vostri lettori, quando la polemica è all’ordine del giorno sui social network?

Emiliano: Guarda, delle polemiche non me ne può fregar di meno, non ho interesse in questo tipo di cose. Internet è un aspetto di questo lavoro, però bisogna un attimo starci lontani, anche perché se uno va a vedere le differenze che ci sono tra quanto viene venduto un fumetto e quante persone effettivamente stanno parlando su un social network, c’è una differenza abissale. Poi il social network è precisamente quella cosa nel quale le discussioni sono molto facili, molto leggere: anche le polemiche sono una cosa molto leggera che va e viene.

Com’è stato per te ricevere un incarico importante come Orfani e come ha condizionato la tua carriera?

Mauro: Sono cresciuto leggendo fumetti Bonelli e continuo a leggerli, ma ho sempre avuto una sorta di timore reverenziale nel presentare progetti o sceneggiature. Frequentando le fiere sin da quando bambino,  mi ritrovai a parlare con Marcheselli che, all’epoca, era il direttore editoriale in Bonelli e che mi disse: “Senti, ma te sei l’unico che pur leggendo fumetti, pur seguendo, non ci hai mai presentato un soggetto, ma perché?”. Gli risposi che sentivo ancora di dover studiare e lui mi invitò a mandargli comunque un soggetto: ” Magari il primo non andrà bene e neanche il secondo, ma il terzo si”. C’è stata, da parte sua, una totale apertura. Quando io ho esordito in Bonelli, Roberto Recchioni aveva iniziato a lavorare su Orfani con Emiliano ed io ero, in un modo o nell’altro, la figura che più era a contatto con loro. Così, quando, in Bonelli decisero di fare la seconda stagione di Orfani, Recchioni venne da me e mi disse “Senti ho due notizie, una bella ed una brutta: quella bella è che sei il co-sceneggiatore di Orfani – Ringo con me, quella brutta è che sei già in ritardo di quattro mesi, quindi, dobbiamo metterci subito a lavoro”.
Fu un emozione grande, anche se capivo che era una richiesta quasi obbligata: era facile coinvolgermi, conoscevo benissimo il progetto e, lavorando già con Roberto, eravamo allineati. Ho cercato di capire sin dal primo momento come trovare il mio posto, pur inserendomi in una strada che era già ben determinata e non ho mai trovato muri da questo punto di vista; oggi meno di ieri, sempre meglio.

Siete rimasti particolarmente colpiti o affezionati ad un personaggio in particolare, vista la diversa caratterizzazione che li circonda? 

Emiliano: Fatico a rispondere a questa domanda, perché li ho creati tutti dal punto di vista del character design. Fino a Terra ti avrei detto che il mio personaggio preferito è Juno, il personaggio più dolce e più tenero, che però compie un percorso molto molto oscuro. Però adesso i personaggi di Terra li ho anche scritti, per cui non saprei dire. Sono tutti e cinque i miei figli.

Mauro: Di Ringo mi piace il suo essere stato qualcosa di grande nel passato, un supereroe, un simbolo di ribellione e poi aver perso tutto ed essersi ritirato, scoprire ad un certo punto di essere padre e tentare non più di combattere, non più di sopravvivere, ma di essere un buon padre, essendo lui orfano. È un personaggio che ha combattuto con gli alieni, ha visto altri mondi per poi scoprire che la sfida più grande è quella di essere un buon padre: questa è una cosa che mi piace molto.
Fra quelli inventati da me, invece, mi piacciono molto Paul e Nina, su Orfani: Nuovo Mondo. Mi piace vedere come, nonostante tutto, la natura umana sia più forte di ogni cosa, per cui nonostante tu viva in una zona di guerra, nonostante tu non abbia nulla, se sei adolescente, prima o poi la tua adolescenza esce fuori. Vedere questi adolescenti che cercano comunque di essere tali – e quindi avere storia d’amore, crescita ed affermazione – nonostante il mondo intorno stia crollando, è una cosa che mi appassiona molto.

Michelangelo Milella

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