The Batman: il futuro della Batfamily

The Batman: il futuro della Batfamily

Dopo tanti tira e molla, arriva la conferma ufficiale di Matt Reeves alla regia dello standalone sul Crociato Incappucciato: The Batman.
Ma cosa dovremmo aspettarci da un film solista che, con l’avvento del progetto DC Extended Universe, potrebbe rientrare – almeno in parte – nei canoni della continuity fumettistica?
Fin ora abbiamo visto il Batman interpretato da Ben Affleck soltanto in Batman V Superman: Dawn of Justice (oltre due piccoli cameo in Suicide Squad, ma non degni di nota), con un’interpretazione molto più violenta e vicina al Cavaliere Oscuro descritto da Frank Miller e, che nonostante le innumerevoli polemiche, potrebbe avvicinarsi all’immaginario collettivo del vigilante, e quindi distaccarsi definitivamente da un Batman molto più iconico ed eroico visto nella trilogia di Christopher Nolan e Christian Bale.
Con Ben Affleck, vediamo un personaggio equilibrato in più punti, un Bruce Wayne che pende ancora dalle labbra del suo maggiordomo – Alfred Pennyworth (interpretato da Jeremy Irons) – attraverso dei consigli che non ascolta quasi mai, ma che, come un padre, cerca di non far mancare.
Vediamo un cittadino benestante di Gotham City che passa – agli occhi della gente – le giornate a crogiolarsi nella bella vita, attraverso le immancabili modelle, costosissime bottiglie di vino e una quantità di belle auto d’epoca, così come ci si aspetterebbe da un viziato, orfano di entrambi i genitori e cresciuto in una barca di soldi: ruolo che Affleck, da americano vero, riesce a interpretare senza troppi fronzoli, nella memoria di un’infanzia passata nelle strade al fianco di un compagno di giochi d’eccezione, Matt Damon, suo vicino di casa.
E se nei panni di Bruce Wayne cerca di essere il più mondano possibile, attraverso il costume lascia trasparire un personaggio completamente diverso, un uomo pieno di demoni, un vigilante senza rimorsi che coglie ogni momento per ricordare a se stesso i suoi vent’anni di servizio a Gotham – vent’anni in cui, anche chi una volta combatteva per la giustizia, ha voltato le spalle alla città, citando il noto villain storico Harvey Dent alias Due Facce.
Un Batman che è letteralmente un Cavaliere Oscuro e che, come tale, ricorda ogni sua più grande caduta; vediamo una teca molto particolare all’interno della Batcaverna, contenente un costume da Robin e che, anche attraverso le conferme della DC Comics, pare essere appartenuto a Jason Todd, il secondo figlio adottivo di Bruce Wayne e secondo nell’eredità dei Robin, un ragazzino scapestrato che ha sempre portato Bruce a chiedersi se fosse davvero in grado, nonostante le grandi qualità fisiche, di portare il mantello e che, dopo la sua morte, ha introdotto in uno stato di solitudine ancor più grande un personaggio già ricolmo di demoni.

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Qui iniziano i dubbi sul futuro partner di Batman, chi vedremo all’interno dello standalone ad affiancare le gesta del vigilante di Gotham? In un piccolo easter egg, leggiamo ORACLE NETWORK sui computer allestiti all’interno della Batcaverna: vedremo quindi Oracle – seconda identità assunta da Barbara Gordon alias Batgirl – e, da conferma ufficiale, Chris McKay potrebbe dirigere un film solista dedicato a Nightwing, identità indossata da Dick Grayson, storico aiutante di Batman e primo Robin, dopo esser diventato il protettore di Bludhaven.
Ma per il futuro, ci sarà spazio per il terzo Robin – Tim Drake – o vista l’età adulta di Bruce, introdurranno suo figlio Damian?
Tutto ciò potrebbe ricollegarsi al casting di Joe Manganiello nei panni del villain principale della pellicola, Slade Wilson alias Deathstroke, storico nemico di Batman, ma che, in un dato periodo, è stato assunto come assassino freelance proprio da Ra’s Al Ghul – ecoterrorista e altro storico nemico del Cavaliere Oscuro – e dalla sua Lega degli Assassini, che porterebbe subito in alto le quotazioni di una storia fra la figlia dell’ecoterrorista, Talia, e Batman.
Proprio dalla loro relazione nasce Damian Wayne, combattente perfetto, addestrato direttamente dal capo della Lega degli Assassini, suo nonno, ma che dopo aver conosciuto suo padre, si rende conto di poter utilizzare le sue capacità al servizio della giustizia a Gotham, nonostante un inizio non proprio idilliaco e la gelosia nei confronti dei suoi fratelli adottivi.
Uno scenario da non trascurare, sarebbe proprio il ritorno di Jason Todd nei panni di Red Hood, vigilante e gangster, che vuole utilizzare il controllo sulla malavita di Gotham, per ripulirne le strade.
Tutto si ricollegherebbe al costume nella teca, su cui l’assassino di Todd – Joker (interpretato da Jared Leto) – ha scritto con la bomboletta: AHAHAH JOKES ON YOU BATMAN e la dicitura sotto la presentazione di Harley Quinn (interpretata da Margot Robbie) in Suicide Squad: “Complice nell’assassinio di Robin”.

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Qualunque siano gli scenari aperti attraverso i tantissimi  easter egg nei due film, la nuova trilogia del Batman di Ben Affleck, porterebbe finalmente sul grande schermo tanti personaggi a lungo ignorati nelle scorse pellicole e che senza dubbio catturerebbe l’attenzione di molti più fan, colpiti dagli approfondimenti per un personaggio sempre affascinante e in continua evoluzione.
Intanto nel 2017 vedremo l’arrivo nelle sale di Justice League, in cui proprio Batman giocherà un ruolo vitale nella creazione del supergruppo e, vista la regia di Zack Snyder (già regista di Batman V Superman), non ci saranno risparmiati altri easter egg, da aggiungere ai tanti già visti, che chiariranno il futuro del personaggio e della Batfamily.

Michelangelo Milella

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