Intervista a… Le Stelle di Hokuto!

Intervista a… Le Stelle di Hokuto!

C’è ancora chi non li conosce? Le sette Stelle di Hokuto sono la sensazione della musica geek pugliese, capaci di imporsi all’attenzione del pubblico con concerti in tutta Italia. Eppure, fino ad oggi, una nube fitta di mistero nascondeva il loro passato… fino ad oggi, appunto! Perchè noi del BGeek siamo andati ad intervistarli, arrischiandoci a rompere la loro meditazione cartoon-zen!

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BGeek: Iniziamo dai convenevoli. Presentatevi per chi ancora non vi conosce… chi siete? che suonate? un fiorino!

Le Stelle di Hokuto: Ciao a tutti, all’anagrafe siamo registrati come “Le Stelle di Hokuto”, e siamo una cartoon cover band. Questa era facile, senza nemmeno copiare!

Che poi, cartoon cover band dice tutto e niente… In pratica, suoniamo un sacco di canzoni bellissime che ci sono entrate in testa da piccini quando ci sparavamo 8 ore di televisione non-stop. E negli anni ’80 non c’era il digitale terrestre e per beccare i cartoni si usava il tam-tam telefonico, e c’era sempre quello che non scendeva a giocare per strada e custodiva il palinsesto di tutti i cartoni su tutti i canali. E c’erano alcuni canali che a casa tua non li prendevi nemmeno, e gli amici ti parlavano di cose che avevano visto e tu non avresti potuto vedere MAI. E poi da grande cresci e dici ORA ME LE SUONO DA SOLO! E c’è gente che TI VIENE A VEDERE!! Cose da non crederci.

 

BG: Da quanti anni siete insieme? Come avete iniziato? Perché proprio le Stelle di Hokuto? Perchè non un altro nome?

LSdH: Il nostro personalissimo Professor X ha messo insieme la primissima formazione nel 2008, ma invece di usare Cerebro si è limitato alla rubrica del suo cellulare, perché praticamente siamo amici da una vita. Perché non abbiamo iniziato prima a suonare? Mai capito!

Scegliere il nome non è stato facile, ci sentivamo schiacciati dalla responsabilità, dal “un nome è per la vita” e cose così. Per ovviare, proponevamo solo nomi molto belli e molto volgari. Ed erano molto belli, giuro. Uno di questi è stato quello “ufficioso-quasi-ufficiale”, ma qualche parente coscienzioso ci ha fermato in tempo.

La scelta definitiva, a parte il riferimento a Ken il Guerriero, cartone che quando avevamo 8 anni guardavamo con le mani sugli occhi tante erano le teste che esplodevano, uscì per caso davanti ad un gelato. Sette elementi il gruppo, sette le stelle di Hokuto, “I sette nani” come nome era poco aggressivo e la scelta è obbligata. Voilà.

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BG: Cosa vi ha fatto entrare nel mondo geek (un gioco, un videogioco, una serie, un film… quale?)? Quali sono le vostre passioni?

LSdH: Essendo tanti la nostra formazione geek è disparata e variegata. Per alcuni di noi il “first nerd contact” fu con una scatola nera di Dungeons & Dragons, comprata nel 1993 al supermercato sotto casa. Come ci fosse arrivata, ancora un mistero.

Ad oggi ben nascosti tra di noi (che poi, mica tanto ben nascosti) ci sono dei nerd hardcore, di quelli con lo scotch sugli occhiali che ti risolvono Monkey Island 2 a memoria. Senza installarlo.

Ma senza dubbio la passione che ci unisce tutti trasversalmente, vecchi e giovani, è lo SPOILER, moderna versione dei veleni dei Borgia. Uno spoiler leggendario su una delle pazzesche morti del Trono di Spade ha scatenato una spirale di vendette che ha colpito un mazzo di carte napoletane, una scatola di Descent (il boardgame) e sei corde di una chitarra. E un limone. Roba che neanche in Gomorra!

 

BG: Qual è il vostro cavallo di battaglia, la canzone che sentite di più, quella che vi piace di più suonare?

LSdH: Da domande come queste non si esce facilmente, metti che poi qualcuno si offende? Risponderemo quindi diplomaticamente, chiamando in causa due inni generazionali, roba che se non li suoni ti inseguono fino a casa coi pezzi del palco in mano.

La prima è la sigla di Ken il Guerriero (ché siamo gente monotona, noi), capolavoro del maestro Claudio Maioli, famosa per il suo riassuntone di storia anni ’90 che fortunatamente poi non si è avverato, ma quando eravamo giovani ci metteva un sacco di ansia per il futuro. Epica.

La seconda è LA SIGLA per eccellenza del ROBOTTONE per eccellenza, l’unico che si poteva permettere di essere giallo e verde e mantenere una dignità, l’inimitabile JEEG ROBOT D’ACCIAIO cantata da Roberto Fogu, in arte Fogus. Applausi a scena aperta, trombette e urla di gioia, ché questo pezzo è storia. [e qui una lagrima furtiva scende anche sulla guancia commossa del nostro impavido intervistatore!, ndBG]

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BG: Qual è stato il momento più bello della vostra carriera? Quale quello più brutto? Quel è stato il momento chiave, quello in cui avete capito che potevate andare avanti come band?

LSdH: Il momento più bello farci aprire il nostro concerto a Roma dai Metallica, che hanno suonato  2 giorni prima di noi all’ippodromo delle Capannelle. Hanno insistito tantissimo per aspettarci ma noi niente, so’ bravi ragazzi, faranno fortuna.

Momento più brutto quando dopo il nostro concerto a Lucca abbiamo provato a raggiungere con  l’Hokutomobile l’X-Wing del padiglione Star Wars. Obi-Wan ha intercesso per noi, 80 euro di multa, ché quelli non sono i droidi che cercate.

Momento chiave, il backstage del nostro concerto con i Cartoon Heroes, il collettivo italiano di autori e cantanti delle sigle cartoon. Quando ti danno un camerino con la doccia vuol dire che ce l’hai fatta. Sfortunatamente non eravamo preparati e quindi nessuno l’ha usata. Occasioni sprecate!

 

BG: Perchè venire al BGeek 2015? Cos’è la cosa che aspettate con più trepidazione (oltre naturalmente al vostro concertone)?

LSdH: Questa edizione ha degli ospiti incredibili, davvero. E per noi essere inseriti tra questi ospiti è ancora più incredibile. Solitamente quando qualcuno si rivolge a noi e usa la parola “ospiti” è perché dobbiamo ripulire casa.

Sono cose a cui non ti abitui facilmente, tanto che noi (SPOILER!) saremo i primi a fare la fila per farci  firmare gli albi a fumetti e gli album di figurine!

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BG: Chiudiamo con un sentito omaggio a Marzullo. C’è qualcosa che avreste voluto vi chiedessero? Cosa? E qual è la risposta?

LSdH: [segue un parlottio fitto, con alcune minacce di spolier ancora più tremendi di quelli a cui si accennava prima. Poi cala un silenzio carico di significato] Domanda: Un saluto secondo la Sacra Scuola di Hokuto?

Risposta: Grazie Bgeek, proprio la domanda che volevamo!!! Vi salutiamo parafrasando un grande villain, uno che aveva un cavallo grande quanto Optimus Prime, il mitico Raoul di Hokuto: “Il destino è nelle Stelle, loro mi guideranno, da loro avrò il fatale messaggio. Scruterò il palco alla ricerca delle sette Stelle, quando mi appariranno saprò che ricomincerà la festa!”. Diceva proprio così, credeteci!!

 

BG: E chi lo mette in dubbio? Ciao a tutti, ragazzi! A presto!

LSdH: Un saluto a tutti, ci vediamo al Bgeek il 27 (in giro) e il 28 (sul palco)! UATATATATATATAAAAAAAAAAAAA!!

 

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