Your Name: il filo conduttore della nostalgia – Recensione

Uno stato d’animo che come un filo rosso collega due destini, un filo rosso che tanto somiglia alla leggenda giapponese, che unisce proprio il destino di due persone in particolare. È questo stato d’animo, la perenne ricerca di un qualcuno, che lega le vite di Mitsuha e Taki, due vite inconsapevolmente incrociate che si ritrovano ad essere l’una il diario segreto dell’altra attraverso uno dei più intimi amici degli anni 2000, uno smartphone.

Your Name, scritto e diretto da Makoto Shinkai, non brilla certo per originalità, ma in un modo tutto suo cerca di insinuarsi nella quotidianità dello spettatore, quasi convincendolo a cercare il proprio qualcuno nonostante i ricordi possano esser danneggiati e fuorviati dall’immaginazione. Spesso i film d’animazione provenienti dal Paese del Sol Levante vogliono toccare le corde ed i sentimenti del pubblico e in questo caso la pellicola ci prova, cercando proprio di unire la sempre affascinante mitologia giapponese, alla già citata quotidianità che i due protagonisti vivono, ed in molti tratti odiano.

Non è facile raccontare il proprio stato d’animo alla fine di un film d’animazione che ci riempie di tanto trasporto, e che inconsapevolmente ci immerge completamente nella storia di due esseri umani, che pur abbracciando due stili di vita diversi, si ritrovano a cercarsi instancabilmente. Mitsuha e la noia perenne di chi vive in periferia e ha vissuto un trauma che segna, e Taki con la sua vita metropolitana, così caotica e piena di stress, ma legata alle stesse radici. Ognuno dei due, in un modo o nell’altro, si trova a dover rivivere una nostalgia che non si sarebbero mai aspettati di poter provare, una nostalgia legata inconsapevolmente ad un ricordo vissuto nella vita di qualcun altro, il tutto legato ad un misterioso evento, che durante la notte scambia i due ragazzi l’uno nel corpo dell’altra. Non sarà facile per i due collegare in un primo momento l’accaduto, e soprattutto superare le situazioni, anche le più semplici, in questa nuova sorta di sfida che gli viene imposta. Ed è proprio attraverso i loro cellulari, scambiandosi promemoria e strani consigli, che riescono a conciliare le loro vite, che due volte a settimana vengono stravolte catapultandoli nella realtà altrui.

Il coinvolgimento nella vita dei due che la pellicola prova continuamente a trasmettere, ti trasporta fino alla fine di essa cercando sempre nuovi scenari a cui adattare il momento del primo contatto fra le loro vite, che sembra sempre così lontano, sempre così fragile, cercando una insistente dualità con il tramonto, che come i protagonisti, porta due momenti così opposti della giornata ad incontrarsi.

Your Name è di sicuro il film d’animazione che più farà parlare di se in questo inizio 2017, anche grazie alla sua capacità di intromettersi prepotentemente nelle vite dei protagonisti, e degli spettatori in particolare, unendo tanti punti della vita di ogni giorno, come lo stress a causa della scuola, le prime cotte e gli strani comportamenti che ne seguono, le liti con i genitori, il timore di non riuscire ad essere all’altezza del proprio lavoro, e soprattutto la costante ricerca di qualcosa o qualcuno che riesca a completarci.

Michelangelo Milella

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