Spider-man Homecoming: The amazing Tom Holland

Spider-man Homecoming: The amazing Tom Holland

I supereroi con super problemi sembrano aver fatto spazio ai grandi eroi negli ultimi anni, ma in questo 2017 ci sarà un nuovo debutto solista, il debutto dell’eroe teenager per eccellenza: Spider-man.
Abbiamo dato un’occhiata al suo personaggio durante Captain America: Civil War e nell’arco di trenta minuti Tom Holland ci costringe a rivedere le nostre preferenze riguardo gli interpreti del nostro amichevole arrampicamuri di quartiere. 

Stan Lee, Steve Ditko e Jack Kirby nel 1963, dopo aver regalato all’umanità alcuni degli eroi più importanti come Hulk e I Fantastici Quattro, decidono di portare nelle case di tutti i novizi amanti dei supereroi, il primo eroe teenager, Peter Parker alias l’Uomo Ragno. Si tratta di un eroe in grado di descrivere tutti gli esseri umani, un ragazzo che porta sulle proprie spalle i problemi del mondo intero, maltrattato dai suoi compagni di scuola, in lotta perenne con se stesso per gestire dei poteri che non ha richiesto, ma che diventano una responsabilità – come ci ha insegnato in 54 anni di storia, da grandi poteri derivano grandi responsabilità.

I Marvel Studios hanno deciso di non riproporre ancora una volta la storia su come l’eroe ha acquisito i propri poteri, ma – inserendolo in Civil War sono riusciti – attraverso il dialogo con Tony Stark e le immagini prese da YouTube delle eroiche gesta del nuovo eroe del Queens – a inserirlo in un panorama che conta già moltissimi supereroi, senza ulteriori approfondimenti, ricollegandosi alla continuity fumettistica e facendo affrontare al ragazzo il suo primo villain incontrato nel 1963, Adrian Toomes alias L’Avvoltoio (interpretato da Michael Keaton)

La scelta coraggiosa di un attore così giovane – nato nel 1996 – è stata interpretata dai fans e poi confermata in seguito proprio dagli Studios, nella volontà di intraprendere un ciclo cinematografico che strizza l’occhio alla saga di Harry Potter; far crescere i personaggi insieme a noi spettatori, e farci assimilare fino in fondo le gesta dell’eroe, ma soprattutto la crescita di Peter Parker, che sarà impegnato non solo in una lotta al crimine senza fine, ma anche contro le insidie scolastiche, le discussioni con i suoi coetanei, i testa a testa con la sua amata zia May – ultimo pezzo che rimane al ragazzo della propria famiglia -, e soprattutto i primi amori, riprendendo la scelta degli autori del personaggio, di far immedesimare noi spettatori (e lettori) in tutte le vicende che lo vedranno impegnato.
Tom Holland si è subito mostrato adatto al personaggio, tornando allo status di “nerd” che aveva caratterizzato l’interpretazione di Tobey Maguire e penalizzato quella di Andrew Garfield, che non lasciava trasparire questo punto in nessuno dei due film; l’iconico senso dell’ironia di Peter Parker invece, mancato a entrambi, viene completamente ritrovato in Tom, che in soli trenta minuti ha regalato un continuo show agli spettatori.
Il ragazzo, anche sui social, è continuamente impegnato a mostrare ai propri follower le sue gesta da acrobata “alla spider-man”, guadagnando così il consenso generale. 

Tanti sono stati i dibattiti sul web riguardanti il costume, completamente diverso dai due precedenti, ma che si avvicina allo stile di quello fumettistico regalatoci da John Romita Sr. – famoso proprio per aver portato all’apice della fama Spider-man – e suo figlio John Romita Jr.
Di sicuro Garfield e Maguire non saranno facili da rimpiazzare nei cuori dei fans, anche perché Tom Holland è solo all’inizio di una brillante carriera, ma i presupposti ci sono tutti. Se ci riuscirà o meno, lo scopriremo al cinema il 7 luglio 2017.

Michelangelo Milella

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